Appalti – Certificato antimafia prima del “via libera” anche sotto i 150.000 euro

di Camilla Passani(Studio Legale Lombardo & Associati)

Secondo il Codice delle Leggi Antimafia, (D.Lgs. 6 settembre 2011, n. 159 e ss.mm.ii.), non si richiede alcuna documentazione per i provvedimenti gli atti, i contratti e le erogazioni il cui valore complessivo non supera i 150.000,00 [articolo 83, comma 3 del Codice]. Per la stipulazione o approvazione di contratti e per la concessione di erogazioni a favore di chi esercita attivita’ agricole o professionali, non organizzate in forma di impresa, esercita attivita’ artigiana in forma di impresa individuale, esercita attivita’ di lavoro autonomo anche intellettuale in forma individuale.

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Cio’ nonostante, la PA pu richiedere la certificazione antimafia per le aziende che accedono ad appalti sotto una soglia del valore minimo di 150 mila euro.

Infatti, il Consiglio di Stato, nella sentenza n. 3300/2016, ha ritenuto legittima un’informativa interdittiva contro un’impresa agricola, che si era aggiudicata un finanziamento pubblico per un importo inferiore rispetto alla soglia minima, accogliendo il ricorso del ministero dell’Interno, secondo cui, una volta che la PA chiede la verifica del prefetto, questultimo deve attivarsi anche se lammontare considerato non lo prevede.

I giudici hanno motivato osservando che lamministrazione tenuta a bloccare contratti o contributi se si accerta che limpresa e’a rischio infiltrazioni.

Lo scopo della norma sulle soglie di valore e’infatti quello di conformare, anche ai fini delle conseguenti responsabilit, il buon andamento delle attivita’ delle pubbliche amministrazioni procedenti, sia quando l’informazione antimafia e’dobbligo sia quando non e’richiesta.

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