Esenti da Iva le commissioni sui Bitcoin

di Simona FicolaStudio Legale Tributario Santacroce Procida Fruscione

In ossequio a quanto precisato dalla Corte di Giustizia dell’Unione europea con la sentenza del 22 ottobre 2015, causa C-264/14, la Risoluzione 72/E/2016 dell’Agenzia delle Entrate chiarisce che l’attivita’ di commercializzazione di Bitcoin deve essere qualificata quale prestazione di servizi effettuata a titolo oneroso e che tali prestazioni, pur riguardando operazioni relative a valute non tradizionali (e cioe’ diverse dalle monete con valore liberatorio in uno o piu’ Paesi), costituiscono operazioni finanziarie in quanto tali valute siano state accettate dalle parti di una transazione quale mezzo di pagamento alternativo ai mezzi di pagamento legali e non abbiano altre finalita’ oltre a quella di un mezzo di pagamento. Sussistendo tali condizioni, le prestazioni di servizi in esame rientrano nella previsione di esenzione di cui all’articolo 135, paragrafo 1, lettera e), della Direttiva 2006/112/CE. Riassumendo, i punti fondamentali della Risoluzione sono: 1. le commissioni relative alle operazioni di cambio di Bitcoin incassate da societa’ che offrono tali servizi sono esenti da Iva ex art. 10, comma 1, numero 3), del Dpr 633/1972; 2. lo svolgimento di un’attivita’ economica in tale settore fa scattare l’obbligo di adeguata verifica della clientela, registrazione e segnalazione in base alla vigente normativa in materia di antiriciclaggio; 3. le persone fisiche che detengono Bitcoin al di fuori di un’attivita’ dimpresa non sono soggette a tassazione sugli utili perche’ manca la finalita’ speculativa.

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