Tribunale Ue: la registrazione della forma del “cubo di Rubik” quale marchio comunitario tridimensionale è valida

di Paola Cartolano (Studio Legale Lombardo & Associati)

Tribunale Ue, sentenza 25 novembre 2014, causa T-450/09

La società britannica che gestisce i diritti di proprietà intellettuale legati al «cubo di Rubik» nel 1999 ha registrato presso l’Ufficio dei marchi dell’Unione (UAMI) la forma di tale cubo per «puzzle a tre dimensioni» quale marchio comunitario tridimensionale.

Nel 2006 una società tedesca che produce giocattoli ha chiesto all’UAMI l’annullamento del marchio tridimensionale del «cubo di Rubik» in ragione del fatto che esso comportava una soluzione tecnica consistente nella sua capacità di rotazione, soluzione che poteva essere tutelata solo a titolo di brevetto e non in quanto marchio.

L’UAMI respingeva la suddetta domanda per l’annullamento del marchio tridimensionale del «cubo di Rubik» e la società tedesca adiva il Tribunale UE per l’annullamento della decisione dell’UAMI.

Come si legge nella sentenza in commento, il Tribunale UE rileva che le caratteristiche essenziali del marchio controverso sono, da un lato, il cubo in sé e, dall’altro, la struttura a griglia visibile su ciascuna delle sue facce: in particolare, le linee nere spesse che fanno parte di tale struttura e che appaiono sulle tre rappresentazioni del cubo disegnando una griglia al loro interno non fanno alcuna allusione a una capacità di rotazione degli elementi individuali del cubo e dunque non assolvono alcuna funzione tecnica. Infatti, la capacità di rotazione delle bande verticali e orizzontali del «cubo di Rubik» non deriva né dalle linee nere né dalla struttura a griglia bensì da un meccanismo interno del cubo che non è visibile sulle sue rappresentazioni grafiche. Di conseguenza, la registrazione della forma del «cubo di Rubik» quale marchio comunitario non può essere negata per il motivo che essa incorpora una funzione tecnica.

Il Tribunale UE rileva anche che il marchio in questione non consente al suo titolare di vietare a terzi di commercializzare tutti i tipi di puzzle a tre dimensioni aventi una capacità di rotazione. Il monopolio di commercializzazione del titolare si limita ai puzzle a tre dimensioni aventi la forma di un cubo e sulle cui facce sia apposta una struttura a griglia.

Il Tribunale UE ritiene, infine,  che la struttura cubica a griglia si distingua in misura considerevole dalle rappresentazioni di altri puzzle a tre dimensioni disponibili sul mercato. Tale struttura è pertanto dotata di un carattere distintivo che consente ai consumatori d’identificare il produttore del bene per il quale il marchio è stato registrato.

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