Regolamento EMIR sui derivati: applicabilità anche agli enti locali

di Paola Cartolano (Studio Legale Lombardo & Associati) 

Con riferimento al Regolamento (UE) n. 648/2012 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 4 luglio 2012 sugli strumenti derivati OTC, le controparti centrali e i repertori di dati sulle negoziazioni, cd. Regolamento “EMIR” (European Market Infrastructure Regulation), in data 18 dicembre 2013 la Commissione Europea ha pubblicato un aggiornamento delle FAQ recanti dei chiarimenti. In particolare, la Commissione, ai fini dell’applicazione della disciplina di cui all’EMIR, ha definito i requisiti che devono possedere gli enti locali.

A tale riguardo la Commissione Europea offre un chiarimento che, ai fini dell’ordinamento italiano, si risolve nella conferma che gli enti locali italiani ricadono nell’ambito di applicazione dell’EMIR e sono a tutti gli effetti non financial counterparties. In generale, si ricorda che l’EMIR si applica alle financial counterparties (banche, intermediari, assicurazioni) e alle non financial counterparties (qualsiasi undertaking stabilita nell’Unione Europea).

In particolare, nelle predette FAQ la Commissione chiarisce che per estendere agli enti locali la disciplina di cui all’EMIR occorre verificare che gli enti locali siano da considerarsi o meno enti del settore pubblico ai sensi della lettera (b) del comma 5 dell’articolo 1 dell’EMIR. Se ricadono in questa categoria, l’EMIR non troverà applicazione dato che per questo novero di soggetti è espressamente previsto che l’EMIR non si applica (articolo 1 (4) (a) della EMIR) salvo che per l’obbligo di reporting delle operazioni in derivati alle trade repositories di cui all’art. 9 dell’EMIR.

La Commissione Europea però chiarisce che gli enti locali possono essere assoggettabili all’intera disciplina dell’EMIR e non solo agli obblighi di reporting. A tal fine la Commissione spiega che basta ricondurre le municipalities alla categoria residuale delle “non financial counteparties” guardando in termini sostanziali ai requisiti prescritti dall’EMIR in proposito: si può essere undertaking pur essendo ente pubblico o ente locale in quanto non é la forma giuridica di diritto privato l’unica forma ammissibile per ricadere nella categoria di undertaking. Ciò che conta é il tipo di attività che si svolge e se si svolgono attività economiche che consistono nell’offrire beni o servizi sul mercato.

Dunque gli enti locali non sono in generale esclusi dall’ambito di applicazione dell’EMIR: occorre, infatti, verificare nei rispettivi ordinamenti nazionali se sia consentito alle municipalities di offrire beni e servizi sul mercato.

E proprio questo sembra essere il caso italiano, dove gli enti locali italiani offrono beni e servizi sul mercato quando dismettono le proprie partecipazioni detenute nelle società che svolgono servizi pubblici locali, quando offrono servizi utilizzando lo schema della società mista per assicurare l’erogazione di uno o più servizi pubblici locali, quando emettono titoli di debito locale collocandoli sul mercato domestico o internazionale.

Le FAQ pubblicate dalla Commissione Europea sono consultabili al seguente link:
http://ec.europa.eu/internal_market/financial-markets/docs/derivatives/emir-faqs_en.pdf

 © RIPRODUZIONE RISERVATA

Condividi questo articolo

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *