I vincoli in tema di personale ex art. 4, comma 11, D.L. 95/12 non si applicano al gestore di servizi pubblici locali

di Francesca Scura (Studio Legale Lombardo & Associati)

Con deliberazione del 29/10/2013 n. 126/PAR, la Corte dei Conti – sez. regionale di controllo per l’Umbria ha ribadito che alle società in house che gestiscono servizi pubblici locali non si applicano i vincoli in materia di trattamento economico del personale di cui all’art. 4, comma 11, D.L. n. 95/2012 (Spending review). Ed infatti le disposizioni limitative del “trattamento economico”, di cui al citato comma 11, si applicano solo ai “dipendenti delle società di cui al comma 1”. Le disposizioni del richiamato comma 1 si applicano solo alle c.d. “società strumentali”, ossia alle società che espletano attività per gli “enti promotori o azionisti” delle società stesse.

Le società che gestiscono servizi pubblici locali, invece, sono contemplate al successivo comma 3 del citato art. 4 (“società che svolgono servizi di interesse generale”). Tra queste, le società che espletano attività per i cittadini e sui quali l’Ente pubblico esercita un “controllo analogo a quello che esercita sui propri servizi”  (v. Corte Cost. n. 229/2013 già richiamata, nonché DPCM 6/4/2013, Sez. Reg. Contr. Puglia deliberazioni n. 96, n. 141 e n. 142/2013, nonché Sez. Reg. Contr. Lazio n. 143/2013) sono da considerarsi assoggettate, con specifico riferimento alla disciplina del personale, alla diversa disposizione che prevede l’obbligo di adeguare le proprie politiche retributive e del personale a quelle vigenti per l’ente pubblico di controllo (art. 3-bis, comma 6, D.L. n. 138/2011).

L’art. 3-bis cit., in particolare, impone a tali società l’adozione di atti normativi interni di adeguamento alle “disposizioni che stabiliscono a carico degli enti locali – tra l’altro – [il] contenimento degli oneri contrattuali e delle altre voci di natura retributive o indennitarie”.

Alla stregua di quanto precede, la Corte conclude nel senso di ritenere che una società che svolge il servizio pubblico di raccolta e trasporto rifiuti, ossia un servizio sicuramente di “interesse generale”, e che è soggetta a “controllo analogo” rientra tra le società di cui al comma 3 dell’art. 4 del D.L. n. 95/2012, con la conseguenza che al personale da essa dipendente non si applicano le disposizioni di contenimento di cui all’art. 4, comma 11, D.L. n. 95/2012.

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