No alla responsabilità oggettiva per manager di grandi aziende

di Camilla Passani

Non si configura la responsabilità oggettiva a carico del presidente del Consiglio di amministrazione di una grande società per violazione delle norme sulla sicurezza del lavoro, nemmeno quando ci sono dubbi sull’operatività della delega conferita ad un’altra figura.

È quanto afferma la Corte di Cassazione sez. penale con la sentenza n. 41831, depositata il 10 ottobre 2013, che intervenendo in tema di sicurezza sul lavoro ha statuito che “non sussiste responsabilità oggettiva a carico del presidente del Consiglio di amministrazione di una grande società per violazione delle norme sulla sicurezza del lavoro.”

La Suprema Corte ha chiarito che, nel caso di impresa di dimensioni rilevanti e con attività in diversi luoghi, al titolare della posizione di garanzia in materia di tutela della sicurezza del luogo di lavoro è permesso trasferire con atto scritto di delega, che deve però essere in possesso dei requisiti della certezza e della non equivocità, obblighi e compiti ad un altro soggetto in possesso delle competenze tecniche, ma anche dotato dei necessari margini di autonomia che rendano capace di interventi. Nel caso di specie si era verificata la predetta circostanza: il Presidente del C.d.A. aveva provveduto ad assegnare un’ampia delega a un altro soggetto e, cioè, a un altro componente del C.d.A. Per altro verso il Presidente non si era sottratto ai doveri di controllo sull’operato del consigliere.

La decisione della Corte d’appello, che aveva sottolineato la sproporzione della delega rispetto alle norme che doveva garantire, aveva poi tentato di mettere in luce come la delega sia pure esistente fosse stata però in realtà non operativa e quindi avrebbe fatto tornare d’attualità un’attribuzione di responsabilità in capo al presidente del C.d.A.. Per la Cassazione però è più convincente il ragionamento della difesa del manager che proprio dall’asserita (e non verificata alla luce delle eventuali colpe da attribuire al presidente) non operatività della delega faceva discendere una forma di responsabilità «oggettiva», non prevista però in forma esplicita dalla legge, a carico del rappresentante legale della società, soprattutto tenendo presente le dimensioni della società stessa e le sue dinamiche decisionali.

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