Vietato il demansionamento unilaterale senza il consenso del lavoratore

di Massimiliano Lombardo

Il datore di lavoro, nell’ambito di processi riorganizzativi dell’azienda, non può operare un demansionamento unilaterale del dipendente senza il suo consenso, neanche se tale decisione sia motivata dallo scopo di evitare misure più drastiche come il licenziamento del lavoratore.

La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 21356 del 18.09.2013, ha affermato questo importante principio, ricordando che l’articolo 2103 del Codice civile consente sì il mutamento unilaterale di mansioni, ma allo stesso tempo pone in capo al datore di lavoro l’obbligo di assegnare il dipendente a compiti equivalenti con il livello di inquadramento e la professionalità acquisita. Tale obbligo, afferma la Suprema Corte, è insuscettibile di deroga, neanche se il mutamento di mansioni viene giustificato con lo scopo di evitare il licenziamento.

L’azienda pertanto, a fronte di una soppressione di posizione lavorativa, e sempre che non esistano mansioni equivalenti da affidare al dipendente, può solo ricorrere al licenziamento per giustificato motivo (purché ne ricorrano nel condizioni), ma non operare un demansionamento unilaterale.

Diverso è il caso in cui il lavoratore accetti le mansioni inferiori; in questa ipotesi viene in rilievo un diverso principio, anch’esso risalente da giurisprudenza della Corte di Cassazione, secondo cui il demansionamento finalizzato a salvare il posto di lavoro è ritenuto legittimo possibile se vi è il consenso del lavoratore.

Devono in tal caso essere rispettate alcune condizioni ai fini della validità del patto:

  1. il demansionamento deve costituire l’unica alternativa al licenziamento
  2. il datore di lavoro deve verificare l’impossibilità di collocare il dipendente in mansioni equivalenti
  3. il lavoratore deve prestare il proprio consenso a ricoprire le mansioni inferiori.

Solo in presenza di tutte queste condizioni, il patto tra l’azienda e il lavoratore si sottrae alla sanzione della nullità stabilita dal codice civile.

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